Se prendiamo le borse come termometro per valutare la fiducia degli investitori ci rendiamo conto di...
Se prendiamo le borse come termometro per valutare la fiducia degli investitori dopo la comunicazione dello stacco del piano di aiuti da 130 miliardi alla Grecia, ci rendiamo conto di come essa non sia ancora sufficiente per permettere delle forti partenze a rialzo, in grado di andare a rompere i punti di resistenza (molto vicini per la maggior parte dei listini) ovvero capaci di far allungare gli strumenti che questi livelli di attenzione li hanno già passati. Se diamo uno sguardo agli indici americani, troviamo il Dow Jones che sta provando, per ora senza successo, ad oltrepassare l’area di 13,000 punti alla ricerca di quell’importante 13,130 visto nel meggio 2008, livello che tenterà di sbarrare la strada verso i 13,700/14,000 punti, lo S&P500 vicino a quel 1,375.0 che vuole impedire salite fino almeno a 1,400.0, mentre il Nasdaq, che ha già rotto l’importante area di 2,450 fatica a raggiungere il 2,760, livello di attenzione successivo.
Le borse europee hanno chiuso in territorio negativo ieri, facendoci intendere che non è ancora arrivato il momento per sperare in forti rally, con il Dax ben al di sotto dei 7,000 punti, livello che se rotto prioetterebbe verso 7,250 ed il Ftse Mib sotto i 17,000, con ultimo livello di resistenza posto a 17,050. Soltanto i dati sui PMI europei – manifatturieri e dei servizi - che verranno rilasciati tra le 9 e le 10, potrebbero muovere il mercato in maniera significativa, nel momento in cui dovessero scostarsi dalle previsioni in maniera positiva o negativa. Qualsisi sorpresa positiva potrebbe essere propedeutica all’aumento della fiducia e quindi alla partenza di movimenti di attacco alle resistenze più importanti, su tutti e tre i fornti che seguiamo giornalmente (valute, commodity e indici), viceversa, notizie negative potrebbero portare a forti correzioni verso il basso. Verosimilmente i mercati in mattinata si affideranno alla pubblicazione di questi dati, alla ricerca di un incipit in grado di far prendere decisioni direzionali, seppur di breve periodo, agli investitori che si ritrovano ancora nel turbine di incertezza dal quale non si riesce ad uscire in maniera definitiva
A costo di sembrare ridondanti e poco originali (anche se crediamo in tutta franchezza che l’originalità forzata ovvero il fatto di ricercare sempr una motivazione macroeconomica dietro ai movimenti di mercato siano poco costruttivi dal punto di vista operativo) ribadiamo che, molto probabilmente, da qui alla fine di marzo i mercati continueranno ad altalenare mossi da momenti di appetito per il rischio, scatenati da questa o quell’altra notizia a situazioni di fuga da esso, che vedono, per il momento, soltanto il dollaro americano come valuta rifugio in grado di accogliere tutti i flussi derivanti dalla vendita di rischio. Ad onor del vero dobbiamo cominciare ad osservare un movimento atipico rispetto a quelli che siamo stati abituati ad analizzare negli ultimi mesi che riguarda il metallo giallo. Se andiamo a sovrapporre due grafici orari di oro e S&P500 per esempio (anche il Dow Jones restituisce le basi per considerazioni equivalenti) notiamo come nelle ultime ore sulla discesa dei listini sia avvenuta una rivalutazione importante dell’oro, come quando esso ricopriva il ruolo di bene rifugio. E’ ancora presto per trarre conclusioni e decretare la fine delle correlazioni che vedono l’oro salire insieme al rischio e viceversa, ma nel brevissimo periodo potrebbe essere interessante lavorare su queste asimmetrie, che stanno interessando anche il petrolio in test delle resistenze di breve, che sembra poter essere diretto verso 107 dollari al barile ed oltre (107.50) in caso di rottura dei massimi della notte.
Per quanto concerne l’EurUsd, abbiamo una figura a triangolo in rottura a rialzo proprio nel momento in cui scriviamo, che suggerisce che su una rottura di 1.3250 potremmo assistere all’attacco delle resistenze di breve poste sotto 1.3300. 1.3200 ed 1.3300 risultano essere i livelli all’interno dei quali lavorare (passando all’analisi di grafici a time frame più piccoli (5-15 minuti) e che possono essere presi in considerazione per il posizionamento di ordini in grado di sfruttare rotture. Attenzione che in caso di rottura a rialzo l’upside potrebbe essere limitato visto il posizionamento delle resistenze ultime in area 1.3320, mentre in caso di rotture a ribasso (valutabili dopo il passaggio di 1.3185) la strada da percorrere potrebbe anche raggiungere i 50/60 punti.
Continua la salita lenta ed ordinata del UsdJpy, che nelle primissime pre del mattino ha rotto a rialzo il livello di 80.00, che sembra per ora poter tenere e farci assistere ad una piccola correzione che potrebbe andare ad esaurirsi in area 79.75 (ultima linea di supporto dinamico tracciata su un grafico orario). Sembra che ogni ribasso sia buono per acquistare dollari sui supporti di breve e fino a quando non torniamo sotto 79.40 questa sembra poter essere una buona strategia da perseguire. Per quanto riguarda l’EurJpy, ci troviamo all’interno di un potenziale canale rialzista individuabile sempre su un orario, che in caso di rottura di 106.00 ci restituisce 106.40 come potenziale livello di arrivo. Ricordianmo che tra 106.80 e 107.00 passano tutti i punti di resistenza di medio periodo. Soltanto la rottura a ribasso di 105.50 potrebbe cambiare lo scenario.
Per quanto concerne la sterlina inglese contro il dollaro americano, abbiamo assistito a movimenti molto volatili che hanno spinto il cambio fino a 1.5765, per poi provare a tornare all’attacco di 1.5800. Una chiusura oraria sopra la EMA 100 potrebbe non essere sufficiente per assistere a forti recuperi della sterlina, per cui attenzione al livello di 1.5820 prima di prendere posizionamenti rialzisti (tutte queste aree di resistenza potrebbero essere sfruttate per cercare di prendere rimbalzi verso il basso dato il buon rapporto rischio rendimento che prevederebbe il posizionamento di stop molto vicini a questi livelli). Un attenzione particolare va rivolta a questa quotazione stamane in quanto alle ore 10.30 verranno pubblicate le minute della BoE, che come sappiamo l’utlima volta ha aumentato il piano di QE. Per quanto concerne l’AudUsd, abbiamo avuto un recupero che ha seguito le buone evoluzioni delle borse asiatiche questa notte, e che vede ora in 1.0700 il potenziale livello di arrivo nonché il principale livello di resistenza per la giornata di oggi, che se rotto potrebbe portare a 1.0750, mentre per quanto concerne il UsdCad, il livello analogo ma di supporto può essere ritrovato in 0.9950 che potrebbe fare accelerare di 25 punti in caso di rottura. Terminaimo con il franco svizzero che contro dollaro americano si sta mantenendo in laterale (valgono le stesse considerazioni fatte sull’EurUsd) e ci restituisce come confini di attenzione 0.9085 e 0.9150 – su rotture a ribasso possono intervenire supporti di medio vicini in area 0.9060), mentre contro euro ci troviamo in una situazione simile, con 1.2065 e 1.2090 come confini ultimi e 1.2070 e 1.2080 come livelli per la mattinata.
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